Uscita dal Regime Forfettario 2026: Guida al passaggio
Tutti speriamo di far crescere la nostra attività fino a guadagnare cifre importanti, vero? Ma nel Regime Forfettario, crescere significa anche avvicinarsi al limite di fatturato e, prima o poi, affrontare il passaggio al regime fiscale successivo.
Uscire dal regime forfettario non è una punizione, anche se molti lo vivono come un trauma fiscale, ma una naturale evoluzione del tuo business.
Sebbene il regime Semplificato (il “fratello maggiore” del forfettario) sia più complesso, un passaggio ben gestito può essere quasi indolore. Il 2026 conferma regole rigide, soprattutto sul superamento del tetto dei 100.000 €, che non perdona errori di calcolo.
In questa guida vedremo i motivi per cui si esce, cosa comporta il “salto” e le trappole da evitare per Artigiani e Commercianti.
Indice:
I motivi dell’uscita: per obbligo o per scelta
Ci sono due strade che portano fuori dal Regime Forfettario: una obbligata (perché sei cresciuto troppo o hai perso i requisiti) e una strategica.
A. Uscita per obbligo (Superamento limiti)
È il caso più comune. Nel 2026 valgono le seguenti regole ferree sul fatturato incassato:
- Superamento “Soft” (Tra 85.001 € e 100.000 €): Se chiudi l’anno incassando più di 85.000 € ma restando sotto i 100.000 €, esci dal regime a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo. Finisci l’anno corrente come forfettario, senza applicare IVA.
- Superamento “Hard” (Oltre 100.000 €): Se incassi più di 100.000 €, l’uscita è immediata.
- Cosa succede: La fattura che ti fa superare i 100k deve già contenere l’IVA (e dovrai versarla). Da quel momento in poi, sei ufficialmente nel regime Ordinario/Semplificato per il resto dell’anno.
- Cause di esclusione: Se durante l’anno vieni meno a un requisito (es. accetti un lavoro dipendente con RAL > 35.000 € o acquisisci il controllo di una SRL concorrente), esci dal regime l’anno successivo.
Leggi anche: Cause di esclusione Regime Forfettario 2026: Guida ai vincoli di accesso e permanenza
B. Uscita per opzione (Scelta volontaria)
Puoi decidere volontariamente di abbandonare il forfettario (vincolo minimo triennale se passi all’ordinario per scelta IVA). Perché farlo?
- Spese elevate: Se i tuoi costi reali superano il coefficiente di redditività, il forfettario non conviene più.
- Investimenti: Devi comprare macchinari costosi e vuoi recuperare l’IVA.
- Deduzioni Personali: Hai un mutuo, spese mediche alte o carichi di famiglia che nel forfettario andrebbero persi (poiché l’imposta sostitutiva non permette detrazioni IRPEF).
Leggi anche: Limite Fatturato Forfettario 2026: la trappola dei 100k e il paradosso del “guadagnare meno”
2. Cosa comporta il passaggio al Regime Semplificato?
Uscire dal forfettario significa entrare nel mondo della contabilità “vera”. Ecco cosa cambia nel 2026:
| Aspetto | Regime Forfettario | Regime Semplificato (ex Ordinario) |
| IVA | Non applicata (prezzi più bassi per privati) | Applicata (es. 22%) + Liquidazioni periodiche |
| Tassazione | Flat Tax (5% o 15%) | IRPEF a scaglioni (23%, 33%, 43%) + Addizionali |
| Costi | Forfettari (es. 22% per professionisti) | Costi Reali (scarichi PC, auto, utenze, ecc.) |
| Fatturazione | Semplice, senza ritenuta d’acconto | Con Ritenuta d’acconto (spesso il 20%) |
| Adempimenti | Minimi | Registri IVA, ISA, Pagelle fiscali |
Esempio
Supponiamo un fatturato di 90.000 €.
- Forfettario: Paghi il 15% su un imponibile di circa 70.000 €. Tasse basse, ma zero detrazioni.
- Semplificato: Paghi l’IRPEF (che parte dal 23% e sale). Tuttavia, se hai 30.000 € di spese reali (affitto studio, auto, software, formazione), il tuo imponibile scende a 60.000 €.
- Il verdetto: Più costi hai, meno doloroso è il passaggio.
3. Avvertenza Artigiani e Commercianti: La “Trappola” INPS
C’è un dettaglio cruciale, e spesso doloroso, che riguarda solo gli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti.
Se stai beneficiando della riduzione del 35% sui contributi INPS, devi sapere che questa agevolazione è valida una sola volta nella vita lavorativa per la stessa attività. La normativa INPS prevede che, se perdi i requisiti per il regime forfettario (uscita per obbligo o opzione), perdi per sempre la riduzione.
Attenzione: Se tra due anni il tuo fatturato scende e decidi di rientrare nel forfettario, potrai farlo, ma dovrai pagare i contributi INPS in misura piena. Non potrai più chiedere lo sconto del 35%.
Leggi anche: INPS Regime Forfettario 2026: quanto si paga davvero (Guida Definitiva)
4. FAQ: Domande frequenti sull’uscita
1. Cosa succede se supero gli 85.000 € nel 2026? Dipende da quanto superi.
- Se incassi 90.000 €: Rimani forfettario fino al 31/12/2026. Dal 1° gennaio 2027 passi al Semplificato con IVA.
- Se incassi 101.000 €: Esci subito. Sulla fattura che ti porta sopra i 100k (e sulle successive) devi applicare l’IVA.
2. Si può tornare indietro al regime forfettario? Sì. Se nel regime Semplificato il tuo fatturato scende sotto gli 85.000 € e rispetti gli altri requisiti, puoi rientrare nel Forfettario dal 1° gennaio dell’anno successivo. È una porta girevole (salvo la questione INPS citata sopra).
3. Nel regime semplificato pago subito più tasse? Non necessariamente “subito”. Nel semplificato paghi le tasse l’anno dopo (giugno), ma subisci la Ritenuta d’Acconto. I tuoi clienti business ti pagheranno il 20% in meno subito, versandolo allo Stato come anticipo sulle tue tasse. Questo riduce la tua liquidità mensile.
4. Come prepararsi al passaggio? Non farlo da solo. Il passaggio richiede:
- Rettifica delle fatture (se superi i 100k).
- Gestione dell’IVA sugli acquisti e vendite.
- Iscrizione ai registri contabili. Servono un commercialista proattivo e un software di fatturazione aggiornato.
In conclusione: Gestire l’uscita senza stress
Uscire dal regime forfettario è una tappa significativa. Se avviene per obbligo, è il sintomo di un’attività in crescita e va celebrato (dopo aver fatto i conti, magari con un buon vino). Se avviene per scelta, è il risultato di una pianificazione attenta.
Il segreto per il 2026 non è temere l’uscita, ma monitorare il fatturato mese per mese. Arrivare a novembre sapendo di essere a quota 98.000 € ti permette di decidere se fatturare ancora (e uscire subito) o rimandare all’anno nuovo (e pianificare l’uscita con calma).
Specializzata in analisi dei processi amministrativi per il settore digitale, Elena aiuta i professionisti a navigare le complessità della Partita IVA. Autrice di numerose guide su fisco e previdenza, si dedica a tradurre il linguaggio tecnico in consigli pratici per l’avvio di start-up e attività in proprio. Il suo obiettivo è eliminare lo stress burocratico per permettere ai freelance di concentrarsi sul proprio lavoro.
