Requisiti Regime Forfettario 2026: la checklist definitiva per l’accesso
Se stai valutando l’apertura di una Partita IVA o il passaggio al regime agevolato nel 2026, devi superare una “selezione all’ingresso”. Il Regime Forfettario offre vantaggi innegabili (niente IVA, tassazione sostitutiva), ma l’Agenzia delle Entrate applica filtri rigidi.
Questa non è una panoramica generale: è una guida tecnica focalizzata esclusivamente sui requisiti di accesso e permanenza, aggiornata alla Legge di Bilancio e alle conferme normative per il 2026.
Leggi questa guida panoramica al regime forfettario nel 2026.
Indice:
1. I tre requisiti fondamentali
Per accedere (o restare) nel regime forfettario nel 2026, devi soddisfare contemporaneamente queste tre condizioni verificate sull’anno precedente (2025).
A. Limite ricavi e compensi: ≤ 85.000 €
Non devi aver incassato più di 85.000 €.
- Regola aurea: Vale il principio di cassa. Contano i soldi effettivamente entrati nel conto corrente, non le fatture emesse ma non incassate.
- Ragguaglio: Se apri la Partita IVA nel corso del 2026, il limite si riduce in proporzione ai giorni (es. apertura 1° luglio = limite circa 42.500 €).
Cosa succede se superi il limite? (La distinzione fondamentale) Se nel 2025 hai incassato più di 85.000 €, nel 2026 sarai fuori. Tuttavia, cambia il quando avviene l’uscita a seconda di quanto hai sforato:
| Incassato nel 2025 | Conseguenza nel 2025 | Conseguenza nel 2026 |
| Fino a 85.000 € | ✅ Resti Forfettario | ✅ Puoi accedere/restare nel Forfettario |
| Da 85.001 € a 100.000 € | ⚠️ Resti Forfettario (fino al 31/12) | ⛔ ESCI dal Forfettario (Passi all’Ordinario/Semplificato dal 01/01/2026) |
| Oltre 100.000 € | ⛔ Esci SUBITO | ⛔ Sei già in Ordinario/Semplificato |
In sintesi: la fascia 85-100k ti salva solo l’anno in corso (non devi applicare l’IVA sulle ultime fatture del 2025), ma ti obbliga a cambiare regime l’anno dopo.
B. Spese per il personale: ≤ 20.000 €
La tua struttura deve rimanere “leggera”. Non devi aver sostenuto spese superiori a 20.000 € lordi annui per:
- Lavoro dipendente.
- Collaboratori (co.co.co).
- Lavoro accessorio.
- Utili erogati agli associati in partecipazione.
C. Redditi da lavoro dipendente: ≤ 35.000 € (Aggiornamento 2026)
A differenza delle ipotesi iniziali, è confermato il limite più alto.
- La regola: Non puoi accedere al forfettario se, nell’anno precedente, hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati (es. pensione) superiori a 35.000 € lordi.
- L’eccezione “Salva-Partita IVA”: Questo limite NON si applica se il rapporto di lavoro è cessato entro il 31 dicembre dell’anno precedente e non ne è stato attivato uno nuovo. Se ti sei licenziato nel 2025, puoi aprire la Partita IVA nel 2026 anche se avevi guadagnato 40.000 €, purché tu non abbia un nuovo lavoro dipendente in corso.
2. Requisiti extra per l’aliquota al 5% (Start-up)
Attenzione a non confondere l’accesso al regime (tassa al 15%) con l’agevolazione start-up (tassa al 5%). Per ottenere il 5% per i primi 5 anni, oltre ai requisiti sopra, devi rispettare tre condizioni di “Novità”:
- Tabula Rasa: Non devi aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa (neanche in forma associata o familiare) nei 3 anni precedenti.
- No prosecuzione: La nuova attività non deve essere il proseguimento di un lavoro svolto precedentemente come dipendente o autonomo.
- Continuità limitata: Se rilevi un’attività da un altro soggetto, questa deve aver rispettato i limiti del forfettario (85k) nell’anno precedente.
3. Le cause di esclusione
Anche con i numeri in regola, esistono situazioni giuridiche che ti sbarrano la strada. Ecco le cause ostative aggiornate:
Partecipazioni Societarie
Sei escluso se:
- Partecipi contemporaneamente a Società di Persone (S.n.c., S.a.s.) o Associazioni Professionali (anche se inattive o con quote minime). Devi cedere le quote prima di aprire la Partita IVA forfettaria.
- Controlli (direttamente o indirettamente) una S.r.l. e fatturi alla stessa per attività economicamente riconducibili.
Fatturazione all’ex datore di lavoro (Attenzione!)
Per evitare le “false partite IVA”, sei escluso se i tuoi compensi derivano prevalentemente (più del 50%) da:
- Attuali datori di lavoro.
- Soggetti con cui hai avuto rapporti di lavoro dipendente nei due anni precedenti.
Nota Bene: Non è vietato fatturare all’ex datore in assoluto, ma non deve essere il tuo cliente principale (>50% del fatturato totale).
Altre esclusioni specifiche
Non puoi accedere se:
- La tua attività prevalente è la cessione di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi.
- Aderisci a regimi speciali IVA (es. Agricoltura, Editoria, Tabacchi, Agenzie di Viaggio).
- Non sei residente in Italia (ammesso solo residenti UE/SEE che producono almeno il 75% del reddito in Italia).
Leggi questa guida approfondita: Cause di esclusione dal regime forfettario.
FAQ: Risposte rapide sui requisiti
Basate sulle ricerche frequenti e sui dubbi comuni.
1. Il limite dei 35.000 € di reddito dipendente è lordo o netto? E il TFR conta?
Per non rischiare l’esclusione, devi guardare il numero giusto.
- Cosa guardare: Conta il Reddito Imponibile Fiscale (non la RAL totale, né il netto in tasca).
- Dove trovarlo: Prendi la Certificazione Unica (CU) dell’anno precedente e guarda la casella “Redditi di lavoro dipendente e assimilati” (Casella 1 o 2). Quello è il numero che deve essere ≤ 35.000 €.
- Il TFR conta? NO. Il TFR è tassato separatamente e non rientra mai in questo conteggio.
- Strategia avanzata (Attenzione!): I contributi volontari alla previdenza complementare (fondo pensione) possono abbassare questo importo, ma SOLO se trattenuti direttamente in busta paga dal datore di lavoro.
- Se li versi tu con bonifico: Abbassi le tasse nel 730, ma NON abbassi la soglia per il forfettario. Sei fuori.
- Se li versa l’azienda (trattenendoli): Abbassano la Casella 1 della CU. Potresti rientrare nel limite.
- Consiglio: Non giocare sul filo dell’euro. Un bonus imprevisto a dicembre potrebbe farti sforare nonostante i versamenti. Lasciati un margine di sicurezza.
2. Se apro la Partita IVA a ottobre, ho 85.000 € di limite?
No. Devi “ragguagliare” (dividere) l’importo. Per 3 mesi di attività (ott-dic), il tuo limite sarà circa 21.250 €. Se superi questa cifra nei soli 3 mesi, esci dal regime l’anno dopo.
Leggi anche Limite di fatturato nel regime forfettario.
3. Posso avere il Forfettario se ho un contratto da dipendente attivo?
Sì, a patto che il tuo reddito lordo da dipendente sia inferiore a 35.000 € all’anno e che tu non fatturi prevalentemente al tuo datore di lavoro.
4. Ho una quota in una S.r.l. che fa tutt’altro rispetto alla mia P.IVA. Posso accedere?
Sì. L’esclusione scatta solo se controlli la S.r.l. E fatturi alla società per attività riconducibili. Se i settori sono totalmente diversi e non ci sono scambi economici, la causa ostativa non scatta.
Nota: Le informazioni contenute in questa guida sono aggiornate a Gennaio 2026 e hanno scopo esclusivamente divulgativo. La fiscalità è una materia complessa e soggetta a cambiamenti: questo articolo non sostituisce il parere di un professionista. Non ci assumiamo responsabilità per l’utilizzo autonomo di queste informazioni senza la supervisione di un commercialista.
Specializzata in analisi dei processi amministrativi per il settore digitale, Elena aiuta i professionisti a navigare le complessità della Partita IVA. Autrice di numerose guide su fisco e previdenza, si dedica a tradurre il linguaggio tecnico in consigli pratici per l’avvio di start-up e attività in proprio. Il suo obiettivo è eliminare lo stress burocratico per permettere ai freelance di concentrarsi sul proprio lavoro.
